Dopo il terremoto a Reggio Emila nel 1996

SISMA

Preso un grande respiro

il gigante mostruoso

leva grido di sè

agitando con forza

la buccia del mondo.

Impensabile mole

di terra e mattoni,

di roccia e cemento

si muove e sussulta,

volubile e lieve.

Antiche paure

trafiggono acute

immobili corpi.

Solo piccole vite

su l’enorme sfera

immersa nel caso,

con piccoli piedi

alla vana ricerca

di solidi approdi,

con mani vuote

di piccole cose,

da non amare

per non piangerle,

quando il gigante

si scrolla le membra

per liberarsi

da fastidiosa polvere

e ingannevoli orpelli.

Dopo il terremoto a Reggio Emila nel 1996ultima modifica: 2009-04-06T18:57:00+00:00da nadia_rosati
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4 pensieri su “Dopo il terremoto a Reggio Emila nel 1996

  1. Sui dipinti non mi pronuncio: la mia è un’ammirazione fideistica.
    I versi sul terremoto, di realistica attualità e particolarmente toccanti,mi hanno ricordato vecchie sensazioni, non tanto lontane
    ( es. l’antevigilia di Natale quando, tanto per cambiare, ero all’ospedale): una certo nebbiolina stagnava sulla città ( bruma invernale) ed io la scambiai per polvere, forse sollevata dal sisma; nel silenzio dei telefoni pensai ai miei cari e, profondamente ferito nell’anima, piansi.

  2. Grazie per …l’inaspettata risposta. Ne sono orgoglioso.Si tratta di un riconoscimento postumo di un sedicente “poeta”:in gioventù – non essendo proprio quel che si dice “un bel ragazzo” – infilavo biglietti (poesiole) nei cappotti delle ragazze; confesso che qualche risultato l’ho ottenuto.
    Mi sembra di capire che oggi è il suo compleanno (non si chiedono gli anni alle signore, specie a quelle dall’aspetto così giovanile): in ogni caso tanti, tanti auguri!
    Romeo A. Galaverni.

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